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Santa Margherita di Belìce

Il Museo del Gattopardo

Una copia autentica dell'originale manoscritto e del dattiloscritto de "Il Gattopardo", capolavoro letterario di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è esposto nelle sale del  museo gattopardiano di Santa Margherita di Belìce. Sono quelle pagine il vero punto di attrazione di tutto il Parco del Gattopardo. 

All'interno di teche sono esposte le lettere, gli appunti, la documentazione e le foto d'epoca dello scrittore, postazioni multimediali fanno rivivere i saggi critici e i film dedicati all'opera, si potranno vedere e ascoltare le interviste a Claudia Cardinale e Alain Delon, indimenticabili interpreti del film di Luchino Visconti, così come lo stesso manoscritto, la sua  stesura, le correzioni apportate. Pagina dopo pagina, bozze e correzioni, fino alla stesura finale. Insomma, entrare nel museo sarà come fare un tuffo nel passato, ritornare negli anni '50, rivivere quei tempi e tuffarsi nell'atmosfera che portò lo scrittore a scrivere il suo capolavoro. Oltre agli elementi visivi, la grande attrattiva del Museo è data dalla possibilità di ascoltare la voce dello scrittore. A seguire, ed accompagnare il cammino del visitatore sarà infatti lo stesso Tomasi di Lampedusa, perché in tutte le sale del museo, si ascolterà lo scrittore che recita un suo racconto: “Lighea”.

IL Museo delle Cere

Una stanza del Museo del Gattopardo è dedicata al Museo delle Cere raffiguranti i principali personaggi del romanzo. Attraverso luci, dialoghi, musiche, narrazioni fuori campo, vengono animate scene statiche che diventano "dinamiche".

Museo della Memoria

Si tratta di uno spazio museale realizzato nella ex Chiesa Madre di recente restaurata.  Al suo interno centinaia di fotografie guidano il visitatore alla scoperta della Valle del Belìce e dei paesi di Gibellina, Montevago, Salaparuta, Poggioreale, Santa Margherita di Belìce, Santa Ninfa, Sambuca di Sicilia e Vita prima, durante e subito dopo il tremendo terremoto del 15 gennaio 1968. Decine e decine di scatti fotografici che immortalano volti di uomini, donne e bambini, di case distrutte, di paesi sconvolti. E poi tutte le fasi dei primi soccorsi, gli aiuti, le baracche. Fino ad arrivare alla ricostruzione urbanistica e alla rinascita umana di tutta quella gente che si ritrovò principale protagonista di quel tragico evento. All’interno del Museo della Memoria, una raccolta di quotidiani e riviste dell’epoca, album di foto ed anche una sala multimediale in cui viene proiettato il video “Belìce, 15 gennaio 1968”, un cortometraggio, della durata di 24 minuti, che racconta il terremoto del 1968. 

Il Giardino del Gattopardo

Adiacente al palazzo Filangeri di Cutò sorge il meraviglioso Giardino con gli alberi secolari, realizzato sul finire del secolo XVII, mirabilmente descritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il giardino è noto non solo per il suo potenziale evocativo letterario, ma soprattutto per le rare essenze arboree e per la rigogliosa vegetazione. Nel giardino esistono ancora quattro fontane prive di quelle statue che magnificamente le decoravano.

La Villa Comunale

La Villa Comunale si trova all’ingresso del paese ed è l'altra zona a verde di cui il paese dispone. Si sviluppa su un'area a forma allungata con un viale che la percorre interamente. All'estremità del viale si trovano: il tempietto a pianta circolare del "Café House", fatto costruire nella seconda metà del 1800 e la statua di Flora posta su un basamento nel piazzale antistante il tempietto.

La Chiesa Madre e il SS. Crocifisso

Nella nuova Chiesa Madre si venera il SS. Crocifisso benedetto da Papa Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993, in occasione della sua venuta nella Valle dei Templi di Agrigento.

I solenni festeggiamenti sono previsti, ogni anno, dal 3 al 9 maggio.